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Il cane (Canis lupus familiaris) è un mammifero onnivoro ascritto al genere Canis (famiglia canidi). Con la domesticazione si è distinto dal suo probabile predecessore, il lupo, del quale rappresenta una forma neotenica (anche se al riguardo c'è ancora qualche divergenza) e rispetto al quale ha canini meno aguzzi, intestino più lungo, ed è privo di artigli affilati.

Biologia  

Il cane è estremamente variabile nelle sue caratteristiche biologiche, per la selezione operata dalla natura (dalle zone di provenienza) e soprattutto dall'uomo (suo compagno di vita fin dalle ere preistoriche), tanto secondi alcuni, da necessitare la divisione in differenti sottospecie e morfologie. Il peso può variare da 700 g ai 111 kg. Ha un ciclo mestruale ripetuto due volte l'anno (al contrario dei lupi che hanno un solo periodo d'estro) e questa caratteristica è dovuta in parte all'uomo per facilitare l'allevamento e la selezione.

Il periodo di gestazione per tutte le razze è di circa 9 settimane. Vengono alla luce da 2 a 10 piccoli, a seconda della taglia dell'animale. Notevoli sono i cambiamenti apportati nel corso dei secoli dalla selezione operata dall'uomo, sia come caratteristiche fisiche (colore, peso, qualità sensoriali), sia come caratteristiche sociali. Notevole importanza è stata posta nel comportamento, ad oggi tutte le razze hanno una spiccata predisposizione al comportamento giocoso e socievole, che in natura (riferendosi al suo progenitore lupo) scomparirebbero con il sopravvenire dell'età adulta.

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Il senso dell'olfatto

Principale caratteristica distintiva del cane è il senso dell'olfatto, derivato dalla sua preistorica attività di cacciatore. Parte fondamentale del suo processo di riconoscimento degli odori è la conformazione del suo naso (il tartufo) ma soprattutto la ricchissima mucosa interna, in grado di distinguere una sola molecola di una sostanza su milioni. Il tartufo nel cane rappresenta l'estremità terminale del naso dello stesso. L'impronta delle circonvoluzioni che lo contraddistinguono è specifica dell'individuo e, al pari delle impronte digitali dell'essere umano, può essere usata come efficace sistema di riconoscimento.

La mucosa che lo riveste svolge gli stessi compiti che in qualsivoglia altro mammifero: alla sua estremità ci sono le froge o cavità per aspirare l'aria e come in altri mammiferi, al confine mucosocutaneo, è dotato di "vibrisse" laterali, grossi peli con funzioni sensoriali molto importanti. Quello che la rende speciale sono varie funzioni aggiuntive. Intanto è un eccezionale organo di senso soprattutto in senso termico, dinamico (perché la mucosa che lo riveste è provvista di ghiandole sudoripare - la pelle del cane ne è quasi totalmente priva -) e tattile (è in grado di registrare anche lievissime asperità e vibrazioni che altrimenti sfuggirebbero all'animale). Il naso del cane è un naso molto sensibile, ecco perché vengono addestrati e usati per la ricerca di animali e persone.

Classificazione F.C.I. per gruppi e sottogruppi

  • Gruppo 1: Cani da Pastore e Bovari (esclusi Bovari Svizzeri)
    • Cani da Pastore
    • Cani da Bovari (esclusi Bovari Svizzeri)
  • Gruppo 2: Cani di tipo Pinscher e Schnauzer, Molossoidi e Bovari Svizzeri
    • Tipo Pinscher e Schnauzer
    • Molossoidi (suddivisi in: tipo mastino e tipo cane da montagna)
    • Bovari Svizzeri
  • Gruppo 3: Terrier
    • Terrier di taglia grande e media
    • Terrier di piccola taglia
    • Terrier di tipo Bull
    • Terrier di tipo Toy
  • Gruppo 4: Bassotti
    • Bassotti
  • Gruppo 5: Cani di tipo Spitz e di tipo primitivo
    • Cani nordici da slitta
    • Cani nordici da caccia
    • Cani nordici da guardia e da pastore
    • Spitz Europei
    • Spitz Asiatici e razze affini
    • Tipo primitivo
    • Tipo primitivo da caccia
    • Tipo primitivo da caccia con cresta sul dorso
  • Gruppo 6: Segugi e cani per pista di sangue
    • Segugi
    • Cani per pista di sangue
    • Razze affini
  • Gruppo 7: Cani da ferma
    • Cani da ferma continentali
    • Cani da ferma britannici ed irlandesi
  • Gruppo 8: Cani da riporto - Cani da cerca - Cani da acqua
    • Cani da riporto
    • Cani da cerca
    • Cani da acqua
  • Gruppo 9: Cani da compagnia
    • Bichons e affini
    • Barboni
    • Cani Belgi di piccola taglia
    • Cani nudi
    • Cani del Tibet
    • Chihuahua
    • Spaniel inglesi da compagnia
    • Spaniel giapponesi e pechinesi
    • Spaniel nani continentali
    • Kromfohrländer
    • Molossoidi di piccola taglia
  • Gruppo 10: Levrieri
    • Levrieri a pelo lungo o frangiato
    • Levrieri a pelo duro
    • Levrieri a pelo corto
  • Gruppo 11: meticcio (comunemente chiamato "bastardino")
    • è l'incrocio di due o più razze, che può formare dei veri e propri esemplari magnifici.

Apprendimento

 

 

Un cucciolo di cane

Il cane è un animale sociale che, al contrario di quanto molti asseriscono, non vive in un branco gerarchicamente organizzato. Gli studi recenti sui cani randagi, in particolare quelli dell'equipe del dottor Bonanni (Nature Magazine, 8 aprile 2010), dimostrano che il concetto di gerarchia lineare nel cane è alquanto inverosimile; semmai esiste un comportamento di competenze condivise fra molti e non sempre. In realtà, vista la storia evolutiva del cane, si può parlare soltanto di partnership (relazione con mutuo vantaggio fra le parti) e non di leadership (relazione con vantaggio maggiore di una delle due parti), né si può parlare del cane come animale da branco, poiché nel cane manca la struttura fondamentale del branco: il nucleo familiare. Se, in effetti, nel lupo questo avviene (i due riproduttori sono alla guida dei propri figli, spesso di cucciolate di anni diversi) nel cane questo non avviene, poiché solitamente è la madre che si occupa in toto delle cure parentali, inoltre i cani che vivono in ambiente selvatico solitamente sono dei solitari o al massimo girano in due o tre raggruppati senza nessuna relazione di parentela; solo occasionalmente si aggregano, come in presenza di abbondanza di cibo. Al cane non va chiesta ubbidienza, concetto arcaico tipico di metodi addestrativi basati sulla coercizione; semmai lo si invoglia a coooperare così come alle origini fu la relazione cane/umano. Questo è l'unico modo per costruire un rapporto di fiducia corretto e bilanciato. Ora non si parla più di addestramento, ma di istruzione del cane. L'educazione è tutta un'altra cosa: in questo caso viene coinvolta la psiche del cane per raggiungere una condizione di equilibrio (omeostasi psichica) che gli permetta di vivere in ambito antropico senza traumi o stress. Stabilito questo, il cane è, fra gli animali domestici, forse il più facile ed il più proficuo nell'apprendimento ed è capace di imparare ad eseguire un gran numero di esercizi. Alcune recenti affermazioni da parte dello scienziato Stanley Coren lo confermano. Lo psicologo, che raccoglie da anni dati sui comportamenti dei cani, e che insegna psicologia all'università canadese della British Columbia, afferma che la loro intelligenza è profondamente più sviluppata di quanto le persone pensino. Per intelligenza li paragona infatti a bambini di due tre anni: essi infatti, come avviene per i cuccioli d'uomo, hanno basilari capacità aritmetiche (quelli particolarmente intelligenti sono capaci di contare fino a cinque) e sono in grado di apprendere oltre 165 parole (il numero varia sensibilmente, fino ad arrivare a 250 parole per i cani dotati di maggior quoziente intellettivo). Egli distingue inoltre vari tipi di intelligenza:

  • Intelligenza istintiva: ciò che un cane è addestrato a fare fin dalla nascita
  • Intelligenza adattativa: ciò che un cane impara a fare da solo, attraverso l'esperienza
  • Intelligenza funzionale (ubbidienza): ciò che l'animale può imparare attraverso l'insegnamento di comandi e ordini
  • Intelligenza spaziale: si riferisce alle capacità di un cane di ritrovare ad esempio la via di casa

I metodi tradizionali di addestramento del cane si fondano principalmente sulla coercizione per rettificare i comportamenti errati (rinforzo negativo e punizione positiva), fino all'ottenimento del comportamento desiderato. Questo avviene necessariamente con l'applicazione di varie forme di pressione fisica e psicologica, dalla semplice sgridata ad alta voce, allo strattone applicato tramite il guinzaglio, fino all'uso di collari a strozzo, a punte o elettrici, questi ultimi controllati a distanza tramite telecomando. Il progredire delle conoscenze etologiche, e la crescente sensibilità animalista, hanno fatto sì che negli ultimi 30 anni si sia progressivamente diffuso, a partire dal mondo anglosassone, un nuovo tipo di educazione e addestramento, il metodo gentile, basato sul rinforzo positivo del comportamento desiderato, tramite lo stimolo di quattro fondamentali bisogni del cane che possiamo distinguere in primari (alimentazione (bocconcini di wurstel o formaggio), istinto di predazione (inseguimento di una pallina)) e secondari (istinto di competitività (tira e molla), contatto sociale (carezze)). Questo metodo sfrutta il principio naturale per il quale il cane, come tutti gli animali, tende a ripetere i comportamenti che gli portano un vantaggio, tralasciando i comportamenti che non ne portano. Una delle metodologie più efficaci facenti parte del metodo gentile è quella del Clicker training, spesso basata sul modellaggio, anche se è spesso male interpretata da chi l'applica in modo approssimativo ed improvvisato, con conseguenti scarsi e approssimativi risultati

Nell'ambito delle attività organizzate di addestramento, vanno diffondendosi per seguito e per approfondimento le "prove di lavoro" riservate ad esemplari delle razze di utilità; si tratta di manifestazioni cinotecniche e sportive organizzate dalle delegazioni dell'E.N.C.I. allo scopo di mettere in evidenza le qualità naturali del cane, nonché la sua attitudine ad applicare ciò appreso dall'addestramento specifico e per individuare e fare conoscere, ai fini dell'allevamento, i soggetti dotati di carattere migliore e più idonei al lavoro.

   Purtroppo, bisogna dire che in diversi campi dove si svolgono queste attività si fa ancora largo uso e abuso degli strumenti coercitivi come il collare a strangolo e quello elettrico, nonostante che la vigente normativa ne vieti l'utilizzo.

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